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22 Novembre 2013

Lettera aperta del Direttore Michele Albanese

LA VERGOGNA CONTINUA NELLA GRANDE INDIFFERENZA

In questi giorni, visto quanto di grave accaduto in Sardegna, i problemi assumono una connotazione molto diversa: le riflessioni aumentano, i dubbi persistono, i punti interrogativi aumentano. In pochi secondi tutti i sacrifici di una vita vengono cancellati da evento atmosferico anomalo, senza precedenti.

La vicinanza al popolo sardo è forte e tutti, mi auguro, cercheremo di fare qualcosa per ridare fiducia ad un popolo in difficoltà.

Ma si corre un grande rischio, già accaduto spesso in passato: appena si spengono le luci della ribalta, tutti dimenticano i problemi della gente, le loro emergenze, la loro quotidianità che non sarà la stessa.

Tanti ricorderanno quanto accaduto a Roscigno, proprio tre anni fa, dove un ingente movimento franoso ha interessato la strada provinciale n. 342, che collega i Comuni di Roscigno e di Sacco al Vallo di Diano e con il resto degli Alburni.

Sono passati tre anni e le luci si sono oramai abbondantemente spente, senza che nessuno più si preoccupi di nulla.

Ufficialmente la strada è chiusa al traffico dal 06/12/2010, in seguito al provvedimento della Provincia di Salerno che ordinò l’immediata chiusura nei pressi dell’abitato di Roscigno.

Per onore di cronaca la viabilità da Roscigno verso Sacco è chiusa al traffico, quella verso Bellosguardo è un cantiere, altro non c’è.

Questo si traduce in EMARGINAZIONE TOTALE.

Dopo un primo fermento iniziale, dove sembrava che tutti volevano interessarsi della risoluzione del problema, di colpo il tutto si archivia in un silenzio molto rumoroso, a tratti fastidioso.

Ed arriviamo ad oggi, dove accade che gli abitanti di Roscigno e di Sacco si trovano a dover rischiare la vita attraversando una strada chiusa al traffico, perché l’unica disponibile.

A dirla tutta gli abitanti di Sacco hanno l’ulteriore problema di non avere nemmeno la strada di collegamento che li porterebbe a Roscigno, ma anche lì, violazione del divieto, fiato sospeso sperando che non cada nulla dalla roccia e via verso la prossima infrazione ed il prossimo rischio.

Signori miei, il tempo è abbondantemente scaduto. Non ne possiamo più!

Non serve più nessuna analisi sociale o economico per comprendere il danno subito da questo territorio, aggravato, oltretutto, da uno spopolamento di un’area ricca, invidiata da tanti, ma pensata da pochi.

Sì, la chiave di volta del problema, a mio avviso, è proprio questa: ma chi dovrebbe aiutarci? C’è qualcuno in grado di farlo?

Domanda difficile a cui corrisponde una risposta molto facile: ci hanno chiaramente dimostrato, con i fatti, che nessuno è in grado di farlo!!!

I Sindaci fanno il possibile e delle volte anche l’impossibile, ma sono altri i latitanti di questa vicenda.

Dov’è la Provincia? La Protezione Civile? E la Regione, invece, che osserva indifferente, lanciando, di tanto in tanto, con i suoi audaci e baldanzosi rappresentanti fumo nei nostri occhi?

Ma diciamocela tutta, questo territorio non interessa, perché non rappresenta un bacino di utenza soddisfacente per raccogliere consensi; infatti, questi “politici” rappresentano i migliori mercanti in fiera rintracciabili in giro: è il “nobile” criterio del voto di scambio, dove non si realizza lo scambio, in quanto, ciò che offriamo vale troppo poco.

Ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza che coinvolge non solo Roscigno e Sacco, ma anche altri Comuni come Bellosguardo, Piaggine, Corleto Monforte, Sant’Angelo a Fasanella, ecc., che ormai vivono quotidianamente con l’atavico problema della viabilità e dell’emarginazione.

Non c’è crisi economico-finanziaria che tenga, questi cittadini sono stati completamente abbandonati dalle istituzioni.

Vorrei dire a questi Signori che mettiamo a repentaglio, ogni giorno, la nostra vita attraversando strade chiuse al traffico, perché le uniche disponibili per raggiungere il lavoro, i servizi, un ospedale, un’autostrada.

Oggi non stiamo più parlando di strade veloci o comode, stiamo parlando di viabilità primaria, cioè infrastrutture minime che ci permettano di continuare a vivere nei nostri piccoli comuni.

Questo è un nostro diritto! Non ce lo toglierete!

Qualcuno deve fornirci delle risposte, qualcuno si deve assumere la responsabilità di farlo.

La vicenda penso che debba superare i confini locali, perché gli amministratori provinciali si sono dimostrati incapaci di saper far fronte alle legittime richieste di un popolo emarginato.

Andremo oltre, con la speranza di trovarci di fronte a persone meno indifferenti verso Roscigno, Sacco e gli altri paesi.

Vivere qui è diventato impossibile.

È il momento di cambiare passo, di far sentire la nostra voce.

D’intesa con il Comune di Roscigno, organizzerò, in prima persona, un incontro presso la Sala delle Assemblee della Banca a Roscigno, che diventerà il simbolo di questo nostro impegno, invitando coloro da cui attendiamo delle risposte.

E mi auguro che avranno la dignità ed il rispetto di partecipare.

Ci vorrà l’impegno di tutti per risollevarci e far valere le nostre ragioni, senza se e senza ma, senza colori o bandiere politiche.

Non interessa chi governa, ma è sufficiente sapere che ci sia qualcuno che abbia un minimo di intelligenza ed interesse per noi.

Non ci sono cittadini di prima o di seconda classe.

Vogliamo delle risposte, le esigiamo, sperando che questa emergenza possa terminare definitivamente.

Roscigno, 22 novembre 2013

Michele Albanese

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