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8 Maggio 2001

Fondo Speciale Rotativo per l′Innovazione Tecnologica

Il Fondo Speciale Rotativo per l’innovazione tecnologica mira a sostenere la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico.
L’opera del Legislatore in tal senso è datata, infatti già nel lontano 1982 con la Legge 46 si è cercato di sostenere i processi di innovazione tecnologica e di ricerca industriale attraverso l’erogazione di aiuti pubblici a favore di quei programmi d’investimento imprenditoriale che prediligevano tale aspetti. Nel corso degli anni questa tendenza ha avuto un seguito attraverso vari decreti e leggi delega che avevano la finalità di sostenere lo sviluppo tecnologico intesa, in breve, come messa a punto di nuovi prodotti, processi produttivi o servizi nonchéeacute; modifiche sostanziali delle linee di produzione esistenti attraverso interventi che prediligono e sostengono miglioramenti delle tecnologie esistenti.

Ultimo, in tale direzione, è il Decreto Ministeriale 16 Gennaio 2001 che prevede l’erogazione di contributi pubblici a favore di quei progetti di investimento che risultano essere competitivi sotto il triplice profilo Tecnico-Economico-Finanziario.

Destinatari di tali misure agevolative sono:

  1. le imprese che esercitano le attività previste dall’articolo 2195 del codice civile, in particolare attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi;

  2. le imprese agro industriali;

  3. le imprese artigiane;

  4. i centri di ricerca industriale con personalità giuridica;

Il finanziamento può raggiungere il 60% dei costi ammissibili e può avere una durata massima di 10 anni nei limiti delle disponibilità finanziarie del Fondo, a fronte di programmi di investimento della durata minima di 18 mesi e massima di 4 anni. Eterogenea è la categoria dei costi ritenuti ammissibili che comprende sia i costi sostenuti per l’acquisto di attrezzature ma anche le spese per il personale tecnico, di consulenza e di ricerca - (aspetto quest’ultimo di notevole importanza in considerazione dell’incentivo che una tale misura può avere sull’impiego di nuovi occupati specializzati). Logicamente l’erogazione degli aiuti pubblici avverrà con gradualità sulla base di stati di avanzamento dei programmi realizzati che dovranno mostrare da un lato la realizzazione dei progetti e dall’altro l’impatto economico ed occupazionale degli stessi.

Logicamente, come per altri Fondi e Misure agevolative, l’intera fase istruttoria viene affidata dal Ministero dell’Industria a società o enti di gestione, anche sotto forma di società consortili o associazioni di imprese che provvedono alla raccolta delle domande ed alla cura delle fase istruttoria. L’istruttoria deve essere effettuata entro 90 giorni dalla ricezione delle domande, conclusa questa fase spetterà al Ministero dell’Industria, entro 60 giorni dalla conclusione delle istruttorie, emanare il decreto di concessione delle agevolazioni, dopo il parere di un Comitato Tecnico che si riunisce mensilmente e che deve pronunciarsi entro 30 giorni dalla conclusione degli esiti istruttori.

Trattasi, in definitiva, di un’altra misura agevolativa predisposta dal Ministero dell’Industria a favore del mondo imprenditoriale, che nel caso di specie mira a favorire le imprese che puntano allo sviluppo pre – competitivo e che di sicuro per i contenuti può avere importanti ripercussioni sui livelli occupazionali.

Sinceramente, leggendo le disposizioni che regolamentano il percorso agevolativo si ritrovano modalità di gestione identiche ad altri interventi ministeriali. Non posso, non sottolineare, a mio personale avviso, l’elevato grado di incertezza che tali misure nascondono (sostanzialmente appare non facile vedersi riconosciuto il contributo); di sicuro un Istituto Bancario può e deve promuovere le stesse presso la clientela perché di sicuro tali misure, costituiscono l’attuale offerta da parte dello Stato al mondo imprenditoriale ma è altrettanto sicuro che in questo ambito specifico un ruolo più determinante è quello svolto dai consulenti aziendali che devono essere in grado di predisporre validi programmi di investimento capaci di superare l’iter istruttorio e di giungere al finanziamento; nel caso di specie si deve trattare di programmi che implicano aspetti innovativi da un punto di vista tecnologico, il che di sicuro non costituisce un punto di partenza facile pur rappresentando la tecnologia l’indiscutibile protagonista del nuovo modo di fare impresa in tutti i comparti e settori economico-produttivi.

Dal canto suo la banca può e deve promuovere tali misure, soprattutto per ragioni strategiche (mostrando una elevata potenzialità e varietà nei servizi offerti alla clientela) fornendo, inoltre, i comuni servizi collaterali al Finanziamento in Esame ma che di sicuro sono più propri all’operato di un Istituto di Credito e che di sicuro possono essere offerti in un clima di minore incertezza che invece risulta essere, come sopra evidenziato, elemento caratterizzante di tale ventaglio di offerte pubbliche a favore del mondo imprenditoriale.

Antonio Pandolfo

Eventuali ulteriori chiarimenti possono essere richiesti agli uffici competenti della Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno (tel. 0828/963431 dott. Pandolfo)

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