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3 Marzo 2004

Ospiti dei santarsenesi del New Jersey

Il Corriere a Sud di Salerno
estratto da “Il Corriere a Sud di Salerno

Albanese, missione d’amicizia negli Usa. Anche lui alla festa dei “Campani nel mondo”

Su invito del santarsenese Cappuccia, il Direttore della Banca di Roscigno presenzierà alla “Festa dei Campani” nel mondo in programma ad Aberdeen il 14 marzo, e alla quale parteciperà anche il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino

ROSCIGNO. I Salernitani d’America chiamano, quelli del Vallo di Diano rispondono. E lo fanno con una delegazione guidata da Michele Albanese, direttore della Banca di Credito Cooperativo di Roscigno che nel Vallo ha trovato la sua seconda casa.

Con lui, tra gli altri, Angelo Greco, assicuratore, “patron” della “Winterthur” del Vallo, e Nicola Del Negro, assessore del Comune di Sant’Arsenio e socio del gruppo che ha rilevato lo storico stabilimento di Pecora & Quaranta per riattivare la produzione e avviare un ambizioso discorso commerciale con gli Stati Uniti. Albanese e compagni hanno raccolto l′invito di Felice Cappuccia (dei cui saranno ospiti), presidente dei Santarsenesi del New Jersey, affermato imprenditore del marmo, fresco di elezione di “Uomo dell’anno” tra i suoi concittadini d’America.

Ci sarà anche Bassolino

L’appuntamento è nel New Jersey, ad Aberdeen, il 14 marzo prossimo. Ci sarà anche il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino: per la “Festa dei Campani nel mondo”. Un “gala dinner”, promosso e organizzato dalla Federazione delle Associazioni Campania-Usa, presieduta da Pasquale Masullo, originario di Sacco.

Una visita di nove giorni

Una visita di appena nove giorni, ma sarà l′occasione - spiega il direttore Albanese - per incontrare le comunità dei nostri conterranei di Teggiano, Sacco, Monte San Giacomo e Sant’Arsenio residenti a New York e nel New Jersey con le quali mi onoro di intrattenere rapporti di profondissima e autentica amicizia. Un’amicizia che, con questa visita, intendo semplicemente ribadire, confermare, e rafforzare, attraverso i vari presidenti, Benny Polito, Rocco Manzolillo, Tony Pasquale, gli stessi Cappuccia e Masullo”.

Un’amicizia che si nutre di ammirazione e gratitudine reciproche

Un’amicizia disinteressata e fine solo a se stessa, quella di cui Michele Albanese si farà ancora una volta interprete e ambasciatore. Ma un’amicizia reciproca. Che Albanese ha costruito sull’ammirazione e la gratitudine. “Ammetto di subire, come tanti, il fascino di questi nostri conterranei emigrati. Perché sono i migliori - dice di loro il direttore -, in quanto appartenenti alla razza speciale degli “uomini liberi”. Per loro, protagonisti della grande epopea dell’emigrazione che ha scritto la storia italiana e delle nostre zone in special modo ci sono solo due sentimenti da provare. Uno è l′ammirazione per il coraggio e la forza che ebbero di partire, di lasciare quanto di più caro avevano per inseguire il sogno e la speranza di un futuro più dignitoso e più libero, anche e soprattutto dal bisogno, per se stessi e per i propri cari. L’altro sentimento è la gratitudine. Per quanto hanno fatto e fatto fare, a chi era rimasto, con le loro rimesse. Con quei soldi sono state costruite e ristrutturate case, sono state avviate attività, hanno potuto studiare tanti giovani. Ecco, la mia amicizia nasce da queste consapevolezze”.

Un beniamino

E da questi stessi sentimenti nasce anche l′amicizia inversa, che gli emigrati danno ad Albanese. Per essere, lui, un punto di riferimento e certezza nel loro ritrovato rapporto con la terra d’origine e con il passato. Per loro, Albanese, è un beniamino. Da quando, a settembre 2002, nel primo anniversario della tragedia delle Torri, li “colpi” al cuore, nei loro sentimenti più intensi, con una iniziativa che ha lasciato il segno. Quella di andare a collocare, sulla facciata della sede del Club San Cono, una stele (nella foto in basso) che commemorasse le 4 vittime originarie della nostra zona e ne tenesse vivo il ricordo. Per sempre. Un gesto mirabile con il quale il direttore consegnava alla memoria e all’eternità la solidarietà sua, ma anche di tutta una terra e di tutto un popolo.

Nicola De Rosa: “Un vero gentlemen

Un vero gentlemen - dice di lui Nicola De Rosa, contronese illustre residente a Brooklyn - una sensibilità fuori del comune, che lo porta ad essere presente dove c’è bisogno. Una persona capace di grandi gesti. Come appunto quello della stele. Una cosa che poteva fare solo lui”.

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