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Il Punto di... Michele Albanese
26 Giugno 2008

Convegno “Sviluppo e Occupazione”

Sant′Arsenio (Salerno) 26 giugno 2008

È indubbio che lo sviluppo economico di un’area presuppone la presenza di un sistema bancario efficiente, articolato ed in armonia con il contesto socio-economico in cui opera.

È indispensabile, in altre parole, l’esistenza di banche in grado di sintonizzarsi sui temi e sui problemi della raccolta e degli impieghi, nell’ottica di promuovere lo sviluppo delle economie locali con una prospettiva di periodo.

All’emergente imprenditorialità, soprattutto quella del Sud, infatti, più che il supporto del credito, viene a mancare l’apporto di competenze che il sistema bancario dovrebbe assicurare, come avviene nelle zone più evolute del Paese.

È necessario, a nostro avviso, che nell’impostare ed attuare una nuova politica per le nostre aree venga esaminato con attenzione il tema di come rendere le banche locali motore di sviluppo per l’economia locale; di come “addestrarle” ad un più costruttivo rapporto/supporto con la piccola impresa - anche artigianale - asse portante di una politica occupazionale.

Al fine di favorire percorsi di sviluppo concreti e forieri di crescita e occupazione, è necessario che, nel nostro contesto locale, operino banche del territorio, che ne conoscono la storia, il tessuto imprenditoriale e la vocazione.

In una banca locale, come quella che dirigo, sono i nostri soci che investono direttamente in essa, ci credono, sostenendo, pertanto, un’azienda che investe i soldi che raccoglie, esclusivamente nel proprio territorio di competenza, in iniziative imprenditoriali locali.

Le banche locali, di cultura endogena e non esogena, capaci di penetrare le conoscenze del territorio sono l’unico mezzo per favorire la crescita delle nostre aree, abbattendo i differenziali nei tassi bancari fra le regioni del Mezzogiorno e quelle del centronord.

Nel vuoto lasciato dalle grandi banche, si sono insediate, da qualche anno, con successo, le Banche di Credito Cooperativo, che rappresentano una grande risorsa per lo sviluppo delle economie locali.
In Campania le banche di credito cooperativo sono ventuno, con una quota di mercato pari a circa il 20%.

Le Banche di Credito Cooperativo sono realmente funzionali allo sviluppo del territorio dove operano. Infatti, per statuto, come già anticipato, le BCC devono reinvestire, la raccolta effettuata, per la quasi totalità, nella zona di competenza.

Affidando i propri risparmi ad una banca di credito cooperativo viene garantito un ritorno in termini di sviluppo e occupazione.

Le banche di credito cooperativo fondono la loro attività su principi di mutualità senza fini di lucro privato, promuovono lo sviluppo del reciproco aiuto, l’educazione al risparmio e alla previdenza, la crescita delle realtà economiche locali ben conoscendo il territorio e i bisogni della gente.

Non è un caso se i nostri clienti privilegiati sono le famiglie, il mondo contadino, i piccoli commercianti, gli artigiani e le piccole imprese locali: insomma l’individuo.

Parlare dell’individuo, dell’uomo e di tutte le sue mille sfaccettature, non è sicuramente semplice. Si rischia di cadere nella banalità, oppure esaurire il tutto in maniera semplicistica.

Tuttavia, le nostre banche devono essere intese come un unico insieme di uomini, strategie, prodotti ed organizzazione. l’uomo è, quindi, una realtà preziosa da custodire e gestire in modo oculato ed intelligente.

La funzione della Cooperazione si estrinseca, anche e soprattutto, nel legame solidaristico tra gli uomini, finalizzato ad uno scopo mutualistico.

La missione della cooperazione è quella di riconoscere un ruolo fondamentale al Socio, e quindi all’uomo, guardando con attenzione alle sue esigenze.

Per tutti questi motivi la Banca di Credito Cooperativo tiene in gran considerazione i momenti d’incontro tra gli uomini, al di là del semplice, anche se importante, rapporto cliente/sportello.

Per cui, dare più forza al Movimento Cooperativo attraverso la solidarietà, permetterà lo sviluppo della Cooperazione, consentendo la vicinanza ai più deboli e il rifiorire del localismo; quest’ultimo aiuterà lo sviluppo del nostro territorio, contribuendo al benessere dell’intera comunità.

Il ruolo sociale non deve essere dimenticato; questo concetto si esprime con la presenza del Credito Cooperativo a fianco delle associazioni, delle istituzioni e delle famiglie, quest’ultime vere cellule della società.

I particolari interventi nell’ambito delle realtà locali concretizzano in modo tangibile l’attenzione all’uomo, per migliorare il suo benessere e, di conseguenza, quello dell’intera comunità.

Le Banche di Credito Cooperativo hanno aperto nuovi orizzonti e devono continuare a farlo per non esaurire la propria spinta al cambiamento, alla promozione globale della persona.

Per questo, il rapporto banca/uomo è uno dei fattori determinanti che consentono alla Banca di Credito Cooperativo di mantenere il suo peculiare significato dell’essere banca cooperativa.

Da non sottovalutare, comunque, la competenza qualificata in consulenza e in servizi, quest’ultimi altamente specializzati, che le nostre banche sono in grado di offrire alla propria clientela.

In sintesi: capacità di coinvolgimento nel rispetto dei principi ispiratori.

In tutto ciò l’uomo è centrale con la propria libertà e con le proprie capacità.
In quest’ottica il Movimento Cooperativo viene visto come attenzione all’uomo, in quanto ricco di quelle risorse che ognuno di noi, in forme diverse, porta dentro di sé.

Anche le prossime sfide del mercato globale e della moneta unica non potranno non tener conto di questo.

Il rispetto ed il particolare riferimento alle esigenze dell’uomo, delle famiglie, delle imprese piccole o grandi, saranno l’aspetto vincente per poter continuare ad operare in maniera efficace, impegnandoci a fronteggiare una concorrenza ogni giorno più agguerrita e raffrontandoci con una clientela sempre più esigente.

E infine, ma non ultimo, la Banca di Credito Cooperativo è una forma di solidarietà fondamentale perché esercitata anche nei confronti delle generazioni future.

L’insegnamento alle nuove generazioni dei principi ispiratori del Movimento Cooperativo, attraverso l’esempio della loro applicazione, costituirà la base per uno sviluppo veramente globale nel pieno rispetto dell’individualità propria dell’essere umano.

Questi valori e principi assumono ancor più valenza in una situazione economico-sociale della nostra Regione caratterizzata da andamenti di sviluppo poco apprezzabili.

La scarsa crescita dell’economia Campana ha accentuato, infatti, gli squilibri nel mercato del lavoro. Il numero di occupati nel 2007 è calato dello 0,7 per cento; negli ultimi quattro anni è diminuito del 2,4 per cento contro una crescita del 2,7 nelle altre Regioni meridionali e del 4,6 nelle aree centrosettentrionali.

Il peggioramento della situazione occupazionale è dovuto sia alla bassa probabilità di trovare occupazione da parte di chi la cerca, inferiore di oltre 23 punti percentuali rispetto alle Regioni del Centro-Nord, sia alla più elevata frequenza della perdita del posto di lavoro. Per le donne appare rilevante il tasso di abbandono di un’occupazione per la necessità di dedicarsi alle cure familiari: l’incidenza di tale fenomeno, sul totale delle donne che da un anno all’altro transitano dalla condizione di occupato a quella di inattivo, supera il 20 per cento, oltre 5 punti in più rispetto al resto del paese.

Il rapporto tra occupati e popolazione, calcolato con riferimento alle fasce di età comprese tra i 15 e i 64 anni, è sceso nel 2007 al 43,7 per cento: negli ultimi quattro anni il divario rispetto alla media nazionale si è ampliato da 12 a 15 punti percentuali circa. Il divario appare altrettanto grave anche nel confronto con le altre regioni europee in ritardo di sviluppo, dove il tasso di occupazione nel 2006 era pari in media al 58 per cento.

La qualità del capitale umano, valutata in base al livello di istruzione, situa la Campania su livelli significativamente inferiori rispetto alla media delle regioni economicamente arretrate d’Europa. Il fenomeno risulta aggravato dalla crescente tendenza all’emigrazione da parte di giovani laureati. Le competenze acquisite dagli studenti Campani nel percorso scolastico sono distanti sia da quelle raggiunte dagli studenti delle Regioni centro-settentrionali sia dal target fissato dagli obiettivi di servizio relativi al Quadro Strategico Nazionale 2007-13.

La minore probabilità di trovare un’occupazione, in un contesto di accentuato disagio economico, ha stimolato la ripresa dei flussi migratori: nel 2007, secondo le statistiche demografiche dell’Istat, il saldo migratorio interno, che coglie prevalentemente i flussi di popolazione diretti verso le regioni del Centro-Nord, è stato pari al - 4,3 per mille abitanti, un livello simile a quello del precedente biennio.

Secondo le statistiche disaggregate per età e titolo di studio, aggiornate al 2003, l’emigrazione netta di cittadini Campani verso le restanti regioni italiane è stata particolarmente intensa nelle classi di età tra 20 e 39 anni e ha riguardato in maggior misura la componente maschile del mercato del lavoro e quella con titolo di studio medio alto, superando il 7 per mille tra i laureati. Tra il 1997 e il 2003 circa 22 mila laureati Campani si sono trasferiti in altre regioni, il doppio del dato rilevato nei precedenti sette anni.

Il progetto che presentiamo oggi nasce, proprio, come primo tentativo per porre un rimedio, anche minimo, a questa situazione molto grave, col fine di favorire l’incontro tra il tessuto economico locale, che mostra segni di vivacità, ed i giovani in cerca di lavoro, evitando a quest’ultimi la poco piacevole esperienza di ricerca di lavoro fuori dal proprio contesto sociale.

Questo Convegno, per la Banca Monte Pruno, si pone in linea con la propria strategia di sviluppo sul territorio e a favore del territorio, cominciata, nel lontano 1995, con il territorio del Vallo di Diano e con la sua realtà socio-economica,.

La presenza sul territorio ha amplificato l’attenzione della nostra Banca, in quanto credito cooperativo e quindi osservatorio della realtà locale, e, nel frattempo, ha stimolato il nostro bisogno a ricercare strumenti d’intervento per promuovere l’economia locale.

Il quadro socio-economico della zona, diverso da quello del territorio tradizionale, ha reso necessario ampliare e qualificare la gamma dei prodotti e servizi offerti ad un tipo di clientela più raffinata e sofisticata e di dimensioni non certo modeste. Peraltro, la difesa delle caratteristiche di umanità e solidarietà sociale del credito cooperativo ci ha indotto a progettare e realizzare iniziative volte alla crescita culturale ed economica della comunità.

La crescita economico-sociale della comunità si manifesta e si sviluppa anche favorendo un progetto di occupazione come questo; siamo noi operatori locali della zona che dobbiamo impegnarci per crescere, anzitutto, come operatori economici e, a cascata, dare la possibilità, attraverso la nostra crescita, di favorire il miglioramento delle condizioni di vita delle persone che ci circondano, offrendo anche opportunità di lavoro per loro e per i loro figli.

Tanto a conferma che la nostra è una Banca a vocazione locale, protesa verso lo sviluppo del territorio nel quale è insediata; sviluppo inteso come crescita non solo economica ma anche culturale e professionale.

Siamo e vogliamo continuare ad essere la “banca amica”; la banca che considera “l’uomo” prima di tutto.

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