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Il Punto di... Michele Albanese
1 Aprile 2016

La violenza sulle donne: dallo stalking al femminicidio

Potenza, 1 aprile 2016

Voglio porgere il mio saluto a tutti i presenti ed in particolare:

al Sindaco di Potenza Dario De Luca ed agli assessori comunali Roberto Falotico e Valeria Errico.

Un grazie, particolare e sentito, a chi ha lavorato sodo per la realizzazione di questo appuntamento a Potenza, Paola Faggiano, Presidente dell’Associazione Sinergie Lucane, con la quale abbiamo attivato, da qualche mese, una bellissima e produttiva collaborazione per il sociale a Potenza.

Al Responsabile dell’Osservatorio per la Legalità, il Giudice Lamonaca.

A tutti i professionisti che a vario titolo interverranno in questo appuntamento: il Sostituto Procuratore Vincenzo Lanni, l’avvocato Filomena Laurino, la sociologa Marianna Losasso, il Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Angela Blasi.

Ringrazio anche il moderatore Giovanni Salvia.

Ringrazio della partecipazione la cantautrice Linda D che, oltretutto, ci racconterà la sua personale esperienza.

In questo mio breve saluto introduttivo di indirizzo non approfondirò il tema dello stalking, anche perché sarà a cura di professionisti di spicco, che operano quotidianamente su questo argomento, declinare al meglio il tema della violenza sulle donne.

La violenza sulle donne: dallo stalking al femminicidio

Mi preme sottolineare, però, le motivazioni che hanno spinto la nostra Banca ad organizzare un appuntamento del genere, tenuto anche il 18 marzo scorso a Sant’Arsenio, evento che ha riscosso un grande successo:

Proprio da quel primo incontro sono partiti importanti spunti di analisi, che ci hanno permesso di approfondire il tema della violenza nel suo complesso.

È un nostro obiettivo, come istituto di credito che opera al fianco delle persone e del sociale, lavorare, in maniera decisa, per la costruzione di una società che possa avere delle radici sempre più solide.

La legalità rappresenta proprio uno di questi elementi da promuovere.

È necessario parlare, discutere, confrontarsi su problemi che attanagliano la società; promuovere nelle scuole il rispetto delle regole e, quindi, del vivere civile all’insegna della legalità.

La violenza delle donne è purtroppo uno di questi, una vera piaga sociale.

È indispensabile, a mio avviso, che una Banca locale, come la nostra, si preoccupi di avviare delle riflessioni approfondite e di fare rete, su un tema di così grande importanza, tra i vari soggetti che vivono la società.

Ho la convinzione che il problema sia di natura culturale e questa evoluzione sociale tardi ad affermarsi.

Troppo spesso le violenze sulle donne nascono da una scarsa cultura della società, del rispetto, della civiltà.

Stiamo parlando di una fattispecie, lo stalking, che è diventata reato solamente con il D.L. n. 11 del 23 febbraio 2009, dedicato alle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori. Il Decreto Legge è stato poi convertito in legge il medesimo anno.

Una prima riflessione va fatta proprio sui tempi che hanno caratterizzato l’affermazione di questo reato nella nostra società.

Parliamo di un tema che investe tutti e che ci fa ben comprendere come ognuno debba svolgere al meglio il suo ruolo, perché tutti dobbiamo essere in prima linea per combattere questo deprecabile fenomeno.

Oggi però è indispensabile parlare del problema delle violenze, ed utilizzo di proposito il plurale, in quanto, va affrontato a 360 gradi perché sono molteplici le forme, molteplici le persone che vengono interessate: non solo donne, ma anche bambini ed anziani, ad esempio.

Va interrogata la società nel suo complesso, nelle sue azioni, nel suo modo di proiettarsi, quindi, nelle sue radici.

La società che oggi viviamo, purtroppo, non ci aiuta:

Viviamo, infatti, una società caratterizzata da una forte perdita dei valori, dove il furbetto del momento l’ha sempre vinta sapendo già che, comunque vada, non sarà punito.

L’assenza di alcuni valori a cui la nostra Banca dà grande importanza: la fiducia, l’amicizia, il rispetto, la famiglia.

Permettetemi di aprire una piccola parentesi sulla nostra Banca e sulla nostra azione.

Siamo una struttura che investe, da anni, quote importanti del suo utile d’esercizio in attività del genere. Già da tempo, insieme al Giudice Lamonaca, giriamo nelle scuole con progetti e testimonianze, anche forti, per far capire ai giovani l’importanza della legalità.

Abbiamo partecipato, insieme, ad incontri presso le varie scuole per parlare di temi come la droga, il bullismo, la ludopatia, l’anoressia, ecc.

Ho sempre affermato che se, attraverso questi incontri, siamo riusciti a salvare solamente un solo ragazzo da qualche scelta sbagliata, abbiamo raggiunto perfettamente il nostro obiettivo.

Quest’anno, infatti, dopo la chiusura di un altro anno da record dal punto di vista economico con depositi in crescita di 56 milioni che raggiungono i 410 milioni, finanziamenti superiori ai 250 milioni, utile netto di esercizio pari a 5 milioni, un patrimonio che continua a salire dando ancora più solidità e sicurezza alla nostra Banca, continueremo ad investire in settori come la cultura e la solidarietà.

E la nostra azione su Potenza è già indirizzata su questi binari: ieri abbiamo partecipato, anche con il Sindaco De Luca, all’inaugurazione di una struttura per anziani “Il Sorriso III”, abbiamo consegnato alla Città di Potenza, con l’Assessore Errico e l’amico Giovanni Salvia, una pedana per il volteggio, in una palestra comunale, per consentire ai ragazzi di poter fare sport, seguirà anche un tabellone elettronico per la palestra in Via Roma; siamo partner dell’Asso Potenza; ieri abbiamo presentato, con la presenza anche dell’Assessore Valeria Errico, un libro di Giovanni D’Andrea sul tema della dislessia che servirà a finanziare le attività dell’Associazione Italiana Dislessia di Potenza, abbiamo donato due televisioni al Centro Pediatrico dell’Ospedale San Carlo di Potenza; stiamo lavorando alla creazione di una “sezione” della nostra Associazione Monte Pruno Giovani; abbiamo creato borse di studio per i ragazzi che giocano a calcio ed hanno ottimi voti a scuola, le cui famiglie hanno problemi economici; siamo da sempre vicini alle strutture che fanno sport, aggregazione, socialità e crescita; stiamo attivando diverse collaborazioni per stare vicini alle famiglie bisognose.

Non è un modo autoreferenziale per incensarci e sottolineare cosa abbiamo fatto e quanto siamo stati bravi; dico questo per confermare che abbiamo mantenuto la promessa fatta, sin da primo giorno dell’apertura a Potenza, cioè che siamo e vogliamo essere una Banca differente.

Vi chiederete: perché siamo una Banca che opera in questo modo ed ispira la sua azione ai valori della vita?

La risposta è perché crediamo che sia il modo più giusto e corretto per promuovere crescita e sviluppo in un territorio, mettendo quelle radici di cui parlavo prima.

Lo facciamo anche attraverso numerose azioni di sensibilizzazione su temi dalla grande valenza sociale.

Ci preoccupiamo, soprattutto, dei più giovani, delle ragazze e dei ragazzi, che sono al centro dei nostri interessi e delle nostre attività.

Ci preoccupiamo, altresì, di cosa può succedere attraverso l’utilizzo di internet, il problema dell’emulazione, le crisi familiari, violenze che succedono sotto un tetto di una famiglia.

Sono tantissime le ipotesi e sono tantissime le contaminazioni per i giovani e noi dobbiamo avere la capacità di aiutarli per far capire loro la differenza tra le cose giuste e quelle sbagliate, tra la strada buona e quella cattiva.

Non entro nel merito di quelle che sono le conseguenze derivanti dalla violenza sulle donne e, quindi, dallo stalking, come, ad esempio, i disturbi psicologici, i problemi relazionali, fino ad arrivare al femminicidio come ipotesi estrema.

A conferma di ciò, sempre volendo richiamare l’attenzione sulla società di oggi, è interessante ricordare i tanti messaggi che provengono dai mezzi di comunicazione e, troppo volte, osserviamo un utilizzo improprio dell’immagine della donna. La donna viene utilizzata come oggetto del desiderio per richiamare l’attenzione e pubblicizzare un prodotto, come ad esempio, un’automobile. Anche l’uomo subisce questo influsso, in lui possono generarsi sentimenti e reazioni.

Io non vi nascondo che, spesso, mi sento offeso da queste azioni e da questo modo di utilizzare la bellezza femminile, si vuole a tutti i costi quasi “abbindolare” l’uomo, in maniera quasi ridicola e subdola.

Anche questo è un elemento da valutare con attenzione, nell’ambito di una società che lancia messaggi troppo spesso pericolosi.

Non potrà esserci futuro per nessuno di noi se non saremo capaci di combattere, insieme, e con tutte le nostre forze contro le discriminazioni, contro l’inciviltà, contro chi attua comportamenti violenti e criminali nei confronti delle donne e dei più deboli in genere.

Ci troviamo di fronte a vittime innocenti, indifese e, ancor più, deboli.

L’incontro di stasera nasce proprio con questi presupposti e con questi obiettivi.

Solo opponendoci, con la cultura e la legalità, ed affrontando i problemi, potremmo combattere tutte le violenze che caratterizzano la nostra società.

Oggi dobbiamo, soprattutto, tutti insieme, costruire ed educare per migliorare i comportamenti e denunciare quando siamo in presenza di situazioni del genere ma, soprattutto, bisogna parlare senza veli dei problemi, perché è l’unico modo per provare a risolverli.

L’unione fa la forza, sempre, ed anche in questo caso.

Mi piace concludere questo mio intervento con la dedica che ieri Giovanni D’Andrea, autore del libro sulla dislessia, ha voluto farmi, la quale riassume lo spirito e lo scopo che anima noi della Banca Monte Pruno:

Ciò che abbiamo fatto solo a noi stessi, muore con noi;

mentre ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta immortale.

Grazie dell’attenzione e buona continuazione.

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