Banca Monte Pruno a Cava de' Tirreni con "Funambole Voci": rispetto, libertà e sostegno concreto alle donne
Si è svolto, nella suggestiva cornice del Complesso di San Giovanni a Cava de’ Tirreni, l’evento “Funambole Voci. Corpi in bilico tra silenzi e parole”, dedicato alla violenza di genere, alla cultura del consenso e all’autodeterminazione femminile.
L’iniziativa, sostenuta dalla Banca Monte Pruno e realizzata in collaborazione con la Fondazione Monte Pruno e Magmatica OFF, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni, ha unito il confronto pubblico alla forza espressiva del teatro, trasformando la cultura in uno strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva.
Il dibattito “Insieme contro ogni violenza” ha visto gli interventi di Gianpio De Rosa, Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Cava de’ Tirreni; Michele Albanese, Presidente della Banca e della Fondazione Monte Pruno; Cono Federico, Direttore Generale della Banca Monte Pruno; Angela Senatore, giornalista, e Ico Gasparri, artista sociale.
Per la Banca Monte Pruno erano presenti anche il Vicepresidente Antonio Ciniello, il Preposto della filiale di Cava de’ Tirreni Cristian Coccaro e il Responsabile dell’Area Irno-Salerno Michele Pierri.
Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: la violenza non comincia sempre da un gesto fisico. Può manifestarsi attraverso parole che umiliano, comportamenti che isolano, forme di controllo e dipendenza economica. Per contrastarla occorre una rete capace di coinvolgere famiglie, scuola, istituzioni, associazioni, imprese e mondo del credito.
«Il rispetto per le donne – ha dichiarato il Presidente Michele Albanese – misura il livello di civiltà di una comunità. Non possiamo intervenire soltanto quando la violenza assume le forme più drammatiche: dobbiamo riconoscerne i primi segnali, educare i giovani alla libertà dell’altro e ricordare che amare non significa mai possedere. Come uomini abbiamo una responsabilità particolare: ascoltare, riflettere sui nostri comportamenti e non restare indifferenti».

Il Direttore Generale Cono Federico ha illustrato alcune iniziative attraverso le quali il sistema bancario può sostenere concretamente le donne inserite in percorsi di protezione.
Tra queste, le “cassette rosse”, nelle quali è possibile depositare, anche in forma anonima, un messaggio o una richiesta di aiuto, gestiti direttamente dall’Associazione Sportello Rosa APS. Uno strumento pensato anche per contrastare quelle forme di sudditanza economica che possono emergere o aggravarsi dopo la denuncia.
Federico ha inoltre richiamato l’adesione all’Associazione delle Donne del Credito Cooperativo iDEE, il Protocollo ABI per il supporto e l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e la possibilità, in presenza dei requisiti previsti, di sospendere la quota capitale dei mutui ipotecari e dei crediti ai consumatori per la durata del percorso di protezione, comunque non oltre diciotto mesi. Tra le ulteriori misure illustrate, anche finanziamenti a tasso zero destinati alle vittime di violenza di genere.
«La libertà passa anche attraverso l’autonomia economica – ha affermato il Direttore Cono Federico –. Una banca vicina alle persone deve andare oltre i servizi tradizionali, offrendo ascolto, strumenti e opportunità concrete a chi sta cercando di ricostruire la propria vita. È questo il nostro modo di intendere il Credito Cooperativo: non lasciare sola la persona nel momento della fragilità».
Al dibattito è seguita la performance teatrale “Funambole Voci”, con la regia di Francesco Puccio e Giulia Romoli. Partendo dalle figure femminili del mito classico, lo spettacolo ha costruito un ponte con la contemporaneità, mettendo in relazione gli archetipi della tragedia greca con le ferite e le urgenze del presente.
In scena Giada D’Ambro, Cristina Mazzaccaro e Alessandro Musto, accompagnati dalle musiche di Ernesto Tortorella. Attraverso la parola, il corpo, il canto e il movimento, la rappresentazione ha dato voce a quei silenzi nei quali troppo spesso rimangono sospese la paura, la sofferenza e la richiesta di aiuto.
La Banca Monte Pruno e la Fondazione Monte Pruno ringraziano Francesco Puccio e Giulia Romoli per l’ottima organizzazione e per aver costruito un appuntamento capace di unire qualità artistica, sensibilità e impegno civile. Un ringraziamento anche all’Amministrazione comunale, ai relatori, agli interpreti e a quanti hanno contribuito alla riuscita della serata.
Essere banca e fondazione di comunità significa anche sostenere la crescita culturale e sociale dei territori, difendere la dignità delle persone e trasformare i valori in azioni concrete.
Perché contro la violenza non basta indignarsi: occorre riconoscere, ascoltare, sostenere e agire. Insieme.