05 ottobre 2026
Comunicati

La Banca Monte Pruno al Festival Nazionale dell’Economia Civile

FESTIVAL ECONOMIA SLIDE 01

Albanese e Ciniello a Firenze per l’VIII edizione: «L’economia che fa bene è quella che non lascia indietro persone e territori»

“EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce”. È un messaggio nel quale la Banca Monte Pruno si riconosce pienamente quello scelto per l’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dal 1° al 4 ottobre 2026.

La Banca Monte Pruno ha preso parte all’importante appuntamento nazionale con il Presidente Michele Albanese e il Vice Presidente Antonio Ciniello, confermando l’attenzione dell’Istituto verso un modello di sviluppo nel quale crescita economica, responsabilità sociale, dignità delle persone e futuro delle comunità procedano insieme.

Nel prestigioso Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il Festival ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della cooperazione, dell’impresa e della società civile, insieme a personalità di rilievo internazionale, per confrontarsi sulle grandi trasformazioni del nostro tempo.

Diritti, pace, giustizia sociale, welfare, coesione europea, futuro dei territori, passaggio generazionale, intelligenza artificiale, sostenibilità, inclusione e partecipazione sono stati alcuni dei temi al centro delle giornate fiorentine.

Particolarmente significativa la riflessione sul valore dell’equità tra le generazioni, nella consapevolezza che giovani e anziani non rappresentino mondi contrapposti, ma energie che devono incontrarsi. Esperienza e innovazione, memoria e futuro possono diventare una straordinaria risorsa quando una comunità riesce a costruire occasioni di partecipazione e di corresponsabilità.

Grande attenzione anche al ruolo delle cooperative, delle imprese sociali e delle realtà del Terzo Settore, capaci di creare lavoro, inclusione e nuove opportunità anche nei territori più fragili. Un modello particolarmente vicino alla cultura del Credito Cooperativo, che trova la propria ragion d’essere nella relazione con le persone e nella capacità di restituire valore alle comunità nelle quali opera.

Di forte attualità anche il confronto sull’intelligenza artificiale e sulle nuove tecnologie. L’innovazione rappresenta un’opportunità straordinaria, ma richiede consapevolezza, formazione e responsabilità: il progresso conserva pienamente il proprio valore quando rimane al servizio dell’uomo e non perde di vista dignità, equità e relazioni.

Tra i momenti più significativi, il confronto dedicato a “L’economia che fa bene: diritti, dignità e sviluppo umano integrale”, con la presenza del Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, e i numerosi dialoghi dedicati alla coesione sociale, alla democrazia, alle comunità e al futuro dell’Europa.

La giornata di venerdì ha regalato anche un momento di particolare intensità attraverso la musica, con il concerto in Piazza della Signoria del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, ulteriore testimonianza di come cultura, bellezza e partecipazione possano contribuire alla crescita civile di una comunità.

«“L’economia che fa bene” è un’espressione semplice, ma racchiude una responsabilità enorme – ha dichiarato il Presidente della Banca Monte Pruno, Michele Albanese –. Significa ricordarci che dietro i numeri ci sono sempre persone, famiglie, imprese e comunità. Per una Banca di Credito Cooperativo questo principio appartiene alla nostra stessa natura. Dobbiamo essere solidi ed efficienti, certamente, ma dobbiamo esserlo per poter essere ancora più utili ai territori nei quali viviamo e lavoriamo. Mi ha colpito molto l’immagine scelta dal Festival, quella del rumore della foresta che cresce. Spesso siamo portati ad ascoltare soprattutto il rumore di ciò che cade, delle difficoltà e delle divisioni. Eppure, ogni giorno, c’è una foresta che cresce silenziosamente grazie a persone che lavorano bene, imprese responsabili, giovani che costruiscono il proprio futuro, volontari, istituzioni e organizzazioni che si prendono cura delle comunità.

Anche noi vogliamo continuare ad essere parte di questa foresta. Lo facciamo custodendo le nostre radici e, nello stesso tempo, guardando avanti, mettendo insieme esperienza e giovani, innovazione e relazione, sviluppo economico e crescita sociale. Perché un territorio cresce davvero quando cresce insieme alle sue persone e quando nessuno viene considerato marginale o inutile».

La partecipazione al Festival rappresenta, quindi, un’ulteriore occasione di confronto e di crescita per la Banca Monte Pruno, in piena coerenza con una storia costruita sulla vicinanza, sulla fiducia e sulla responsabilità verso il territorio.

Una storia che continua a guardare avanti con la convinzione che anche una banca possa e debba contribuire a far crescere quella “foresta”: sostenendo l’economia reale, accompagnando famiglie e imprese, investendo sui giovani, difendendo le aree interne e mantenendo al centro, sempre, la persona e la comunità.

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