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Il Punto di... Michele Albanese
30 Aprile 2003

Relazione all’Assemblea dei Soci 2003

Risultati economici dell’esercizio 2002

Signori soci,
I programmi previsti per l’esercizio trascorso sono stati attuati in pieno ed hanno permesso il totale conseguimento degli obiettivi strategici prefissati in termini di crescita dei volumi operativi aziendali, realizzando, contemporaneamente, un attento controllo dei costi e dei rischi correlati.

Il sistema organizzativo, stabilmente adeguato alle normative dell’Organo di Vigilanza, ha consentito di migliorare la struttura aziendale, garantendo elevata stabilità ed efficienza operativa e, quindi, una sana e prudente gestione.

Sono state perseguite politiche di espansione e di adeguamento della rete territoriale con l’apertura degli sportelli automatici (ATM) e di tesoreria a Campora, Piaggine e Monte San Giacomo e l’inaugurazione della nuova e più funzionale sede della filiale di Sant’Arsenio, iniziative mirate a rafforzare la presenza della banca sul territorio e ad affrontare, in modo più efficace, la ferrea competizione con gli altri istituti bancari presenti.

In particolare, i risultati economici raggiunti nel corso dell’esercizio 2002 sono i seguenti:

  • l’utile - al lordo degli accantonamenti per rischi ed oneri, delle rettifice di valore nette, delle imposte e della gestione straordinaria - è risultato pari a Euro 1.432.867, con un incremento di Euro 477.201 rispetto all’anno 2001. L’utile di esercizio, al netto dei suddetti oneri, ammonta ad Euro 572.244, superiore di Euro 53.310 all’utile netto conseguito nel 2001;
  • la raccolta fiduciaria diretta ed indiretta risulta pari ad Euro 81.192.754, centrando in pieno l’obiettivo per il 2002 di crescita della raccolta totale (+ Euro 15.331.855);
  • gli impieghi nei confronti della clientela ammontano ad Euro 51.685.252, con un incremento percentuale pari al 37,9% su base annua;
  • il patrimonio aziendale, comprensivo dell’utile di esercizio destinabile alle riserve, ammonta ad Euro 8.622.306, in aumento, rispetto all’esercizio 2001, di Euro 678.149.

I predetti risultati saranno analizzati sistematicamente, di seguito, con riferimento ai singoli profili della situazione aziendale, non senza aver prima proceduto all’analisi dell’evoluzione, nel corso dell’anno 2002, del sistema bancario e finanziario nazionale.

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO

Nel 2002 il credito concesso dalle banche ha registrato un rallentamento sia in Italia sia nell’area dell’euro; tuttavia, nel nostro paese, la dinamica del credito si è mantenuta costantemente superiore a quella media dell’area e a quella del PIL.

Dopo la forte crescita registrata nel 2000 (+ 14,3%) e nel 2001 (+7,9%), il tasso di espansione dei prestiti delle banche italiane si è progressivamente ridotto; tale rallentamento è dovuto, principalmente, al ristagno di quelli a breve termine (+ 6,4%). I prestiti a medio e lungo termine hanno, invece, continuato a crescere a ritmi elevati (+ 11,7%), grazie al livello estremamente contenuto del costo reale del credito e grazie agli effetti degli incentivi fiscali.

Particolarmente sostenuta è stata la crescita dei finanziamenti alle famiglie consumatrici (in una fase di sostenuta attività nel mercato immobiliare, sono aumentate le erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni), al settore delle costruzioni e dei servizi; più modesto è stato, invece, l’incremento dei prestiti alle imprese manifatturiere, in relazione alla debolezza strutturale. Per il sistema bancario nel suo complesso, le condizioni di offerta dei finanziamenti restano distese.

I tassi di interesse attivi a breve termine sono attualmente su un livello medio del 5,5%, con le imprese che conservano, in media, ampi margini sulle linee di credito.

La consistenza dei crediti in sofferenza è scesa, alla fine del 2002, al 4,5% del totale dei prestiti.

Per quanto riguarda la raccolta, la congiuntura economica spingeva gli operatori a preferire la detenzione di attività liquide; tale comportamento ha permesso alle banche di aumentare notevolmente il livello della propria raccolta diretta, cresciuta nel corso del 2002 ad un tasso pari al 8,0%. È da segnalare il ritmo molto elevato della crescita della raccolta obbligazionaria (+10,3% nel 2002).

Informazioni preliminari sui conti economici indicano, per il 2002, un calo del risultato di gestione di circa il 7% rispetto all’esercizio precedente. Il margine di intermediazione È sceso del 3% in seguito alla riduzione dei proventi da servizi del risultato della negoziazione di titoli e valute, solo in parte compensata dalla crescita dei ricavi netti da interessi. I costi operativi sono rimasti quasi stazionari, mentre quelli del personale bancario sono aumentati dell’1,4%. La riduzione degli utili evidenziata per il primo semestre 2002, risulta attribuibile, principalmente, a fattori di natura temporanea, quali la crescita delle rettifiche nette di valore e degli accantonamenti, in connessione con la copertura dei rischi derivanti dall’esposizione verso paesi dell’America Latina (Argentina soprattutto) e verso grandi gruppi multinazionali (Fiat e Cirio).

La patrimonializzazione del sistema bancario è elevata, a garanzia della stabilità e della capacità di finanziamento dell’economia. Il coefficiente di solvibilità (rapporto tra il patrimonio di vigilanza e le attività ponderate per il rischio) alla fine di giugno 2002 era dell’11,2%, a fronte del 10,6% del giugno 2001.

Relativamente al settore bancario della Campania, si è registrato un incremento dei prestiti bancari nei confronti dei soggetti residenti in regione, al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine, dell’8,2%, concentrato soprattutto nel comparto a medio-lungo termine, in linea con quanto rilevato a livello nazionale. Per quanto riguarda la qualità dell’attivo, nei primi nove mesi del 2002 il rapporto sofferenze su prestiti si È ridotto al 9,8%, principalmente grazie ad operazioni di cartolarizzazione. La raccolta bancaria È cresciuta su base annua dell’8,1%, con un forte incremento delle forme tecniche dei pronti contro termine e dei conti correnti, mentre si è verificata una diminuzione dei certificati di deposito. Rispecchia l’evoluzione nazionale dei tassi di interesse la discesa sia dei tassi attivi (7,5% su operazioni a breve termine, 5,2% su operazioni a medio-lungo termine), sia i tassi passivi (pari all’1,4%).

IL SISTEMA DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Alla luce di quanto precedentemente descritto sull’andamento del sistema bancario italiano, dall’analisi dei principali aggregati patrimoniali delle banche di credito cooperativo nei primi dieci mesi del 2002 emerge una conferma delle considerazioni precedenti.

Si rileva, infatti, una forte crescita delle attività di finanziamento, in misura estremamente superiore a quella media del sistema, e contemporaneamente una crescita sostenuta della raccolta, sia nel comparto a breve termine sia nel comparto a lungo termine.

Ad ottobre 2002 la crescita degli impieghi verso la clientela ha registrato una crescita del 16,5% contro il 4,3% del sistema bancario italiano, raggiungendo il valore di 54 miliardi di euro. È da sottolineare l’ulteriore incremento del ritmo di crescita dei mutui (+21,0% rispetto al 9,6% medio del sistema) e la tenuta del tasso di crescita dei conti correnti attivi (+15,0% a fronte del -0,4% rilevato per il sistema bancario in generale). I principali settori economici di destinazione delle somme erogate si confermano essere quello delle famiglie e delle imprese minori a carattere artigianale. Si stima un valore complessivo di impieghi a clientela per l’anno 2002 oscillante tra i 56,5 e i 57 miliardi di euro, con un importo medio dei crediti concessi pari a 40.200 euro, inferiore del 17% all’importo medio dei crediti concessi delle altre banche (nel ’98 l’importo medio era inferiore del 35%).

Il rapporto sofferenze/impieghi delle BCC era pari, ad ottobre 2002, al 3,2%, contro il 4,5% stimato per l’intero sistema bancario italiano.

Per quanto riguarda la raccolta diretta, il tasso di incremento stimato dopo i primi dieci mesi dell’anno risulta pari all’16,7%, indubbiamente superiore a quello rilevato per il settore bancario nel suo complesso (7,6%), per un valore totale pari a 73.650 milioni di euro. La crescita si è avuta sia nelle forme tecniche caratterizzate da un orizzonte temporale a breve termine (+15,5%), sia nelle forme tecniche a lungo termine (+25,7%). Si stima che alla fine del 2002 la raccolta totale delle BCC sia pari a circa 78,5 miliardi di euro.

La raccolta indiretta continua a rimanere un segmento di attività in cui le BCC mostrano ancora evidenti difficoltà competitive rispetto agli altri operatori del settore, come confermato dal tasso di crescita piuttosto basso (+ 2,3%) fino ad ottobre 2002, contro un tasso medio di incremento del settore pari al 8,8%.

Per quanto riguarda il coefficiente di solvibilità delle BCC, si rileva un coefficiente pari al 11,9% a fine ottobre 2002, ampiamente entro i limiti dell’8% obbligatorio.

Analizzando il sistema delle BCC della Campania, emerge come, anche nella nostra regione, vi sia stato un incremento della raccolta diretta ad un tasso pari al 7% nella seconda metà dell’anno 2002, con una forte crescita dei conti correnti passivi (+23%). L’ammontare totale degli impieghi mostra, invece, una variazione negativa nel secondo semestre del 2002 pari a -5,5%, mentre si registra un incremento del 4% per i fondi intermediati nello stesso periodo dell’anno.

EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE della nostra AZIENDA

I risultati conseguiti dalla nostra banca nel corso del 2002 in termini patrimoniali, economici e finanziari hanno raggiunto, pienamente, gli obiettivi aziendali prefissati per l’esercizio in parola e risultano coerenti con l’evoluzione del settore bancario, sia a livello nazionale che regionale.

Si procede, di seguito, ad un’analisi della struttura finanziaria aziendale a livello di raccolta fiduciaria, di impieghi economici e finanziari e di risorse patrimoniali al fine di esporre le consistenze e la composizione di tali aggregati, l’evoluzione temporale e i conseguenti riflessi sul processo economico aziendale.

RACCOLTA FIDUCIARIA

La raccolta diretta ha raggiunto il valore di Euro 77.159.684, mostrando, quindi, un notevole incremento rispetto alla consistenza dello stesso aggregato a fine 2001, pari ad Euro 61.470.226.

La crescita di Euro 15.689.458, pari al 25,52% su base annua (nettamente superiore all’8% registrato per il sistema bancario italiano), realizzata nel corso del 2002 rientra nel sentiero di crescita della raccolta mostrato dalla nostra azienda negli anni scorsi, e tende a riconfermare nettamente il forte senso di appartenenza dell’istituto alla zona di competenza territoriale in cui opera e la fiducia dei clienti. Sfruttando a pieno la radicata conoscenza del tessuto sociale ed economico, infatti, riusciamo a soddisfare le più svariate richieste ed esigenze avanzate dai nostri soci e dalla nostra clientela attraverso un oculato mix di prodotti tradizionali e di prodotti con caratteristiche estremamente innovative.

Analizzando la composizione della raccolta diretta si può constatare una crescita sostenuta in tutte le forme tecniche offerte, cui occorre aggiungere anche l’offerta del nuovo servizio dei “pronti contro termine” durante l’ultima parte del 2002, volto a soddisfare quelle richieste di investimento della clientela caratterizzate da elevati importi da investire e, contemporaneamente, da un orizzonte temporale a breve termine.

La raccolta indiretta ammonta ad Euro 4.033.070, in lieve calo rispetto al valore registrato nell’esercizio 2001 (Euro 4.390.672). Tuttavia, la ragione di tale diminuzione è agevolmente spiegabile osservando la crisi dei mercati mobiliari internazionali, che ha generato un clima di sfiducia generalizzata ed ha fatto allontanare soprattutto i piccoli investitori.

La raccolta complessiva, pertanto, ha raggiunto il valore di Euro 81.192.754 rispetto al totale della raccolta dell’anno 2001 (Euro 65.860.899), con un incremento su base annua del 23,3%, spinta, ovviamente, dal notevole incremento della raccolta diretta.

L’onere della raccolta risulta aumentato di Euro 193.546, con costo medio sostenuto dall’azienda pari al 2,65% (rispetto al 2,83% rilevato nell’anno 2001), perfettamente in linea con l’andamento decrescente del livello dei tassi di interesse registrato nel corso del passato esercizio.

Le scelte aziendali in materia di tassi passivi hanno sempre tenuto in costante riferimento le politiche di tasso rilevate sui mercati finanziari e valutari, non sottovalutando, inoltre, i tassi praticati dalla concorrenza sia a livello regionale che provinciale. Le iniziative hanno, tuttavia, sempre privilegiato la clientela sia in termini di remunerazione dei rapporti sia in termini di gestione dei rapporti stessi.

IMPIEGHI ECONOMICI

Il totale dei crediti verso la clientela in essere alla fine del 2002 ammonta ad Euro 51.685.252, con un incremento pari ad Euro 14.210.553 (+37,9%).

Da questa notevole crescita si evince come l’andamento generalizzato di aumento dei prestiti rilevabile a livello nazionale per tutto il comparto bancario trova concreto riscontro nelle scelte aziendali assunte in materia di espansione della massa di credito concessa alla clientela.

Si denota un incremento sia nel comparto a breve termine (+60,8%), confermando l’obiettivo fissato per il 2002 di ampliare la base dei finanziamenti a breve (in particolare gli anticipi sbf e su fatture), sia nel comparto a medio-lungo termine dei mutui ipotecari e chirografari destinati all’acquisto della prima casa o di immobili ad uso funzionale per le attività produttive e commerciali dei clienti richiedenti (+27,7%).

I crediti di firma, costituiti quasi esclusivamente da garanzie fideiussorie rilasciate dalla banca a favore di enti pubblici per conto della clientela, ammontano ad Euro 6.157.925, per un incremento percentuale pari al 109% rispetto al 2001.

Occorre, comunque, sottolineare che la politica di espansione dei crediti attuata nel corso del 2002 ha tenuto sempre in grande considerazione le potenzialità di sviluppo del contesto economico e sociale in cui operiamo e che tutti i finanziamenti concessi sono stati attentamente valutati alla luce delle capacità finanziarie ed economiche dei debitori e dei requisiti patrimoniali posseduti da loro e dai propri garanti.

Dopo aver effettuato una profonda analisi dei crediti in essere durante l’anno si è proceduto a rivedere la rischiosità finanziaria attuale dei crediti stessi (sofferenze), che ammonta ad Euro 1.371.759, pari (solo) al 2,6% degli impieghi, valore nettamente inferiore al 4,5% registrato per l’intero comparto bancario. Si evidenzia, invece, una rischiosità potenziale (incagli) pari ad Euro 955.200 (1,8% degli impieghi). Le perdite previste sugli impieghi, in base all’analisi delle caratteristiche di solvibilità dei clienti classificati a sofferenza, ammontano ad Euro 1.129.070, pari al 2,19% del totale degli impieghi.

Il tasso medio rilevato sul totale degli impieghi risulta uguale al 7,02%, in leggera discesa dal 7,6% dello scorso anno, ma in linea con il trend discendente dei tassi di mercato, tenendo ovviamente conto del rischio dei singoli riceventi crediti ed allo stesso tempo delle esigenze di sviluppo economico sociale.

La crescita registrata nel settore dei crediti appare coerente con la politica creditizia definita nel piano strategico aziendale. Pur in presenza di maggiori volumi operativi, la politica perseguita dalla banca ha privilegiato i finanziamenti a breve e destinato buona parte della crescita a finanziamenti alle imprese, rafforzando la quota destinata ai settori trainanti dell’economia locale quali l’edilizia e le opere pubbliche, il commercio ed i trasporti.

In previsione, per il prossimo biennio, la Banca intende consolidare le posizioni raggiunte sul territorio tradizionale ed analizzare le possibilità di maggior penetrazione sulle piazze che, pur rientrando nella propria competenza, sono rimaste, sino ad ora, poco esplorate.

La crescita aziendale e, quindi, l’assunzione di un maggior livello di rischio sono fattori che ci hanno indotto a porre particolare attenzione al sistema dei controlli interni e alla loro “adeguatezza”.

INVESTIMENTI FINANZIARI, PATRIMONIO AZIENDALE E INGRESSO DI NUOVI SOCI

Gli investimenti finanziari costituiti da valori mobiliari ammontano ad Euro 23.880.952, i rapporti interbancari netti ad Euro 5.056.180 e le partecipazioni in aziende bancarie e in progetti ad Euro 205.097.

A causa della flessione dei tassi, il margine di intermediazione degli investimenti finanziari e in titoli è stato pari ad Euro 1.182.895, in diminuzione rispetto all’esercizio precedente, quando tale margine si attestava sul valore di Euro 1.288.050; tuttavia è stato registrato un utile sulle operazioni finanziarie effettuate pari ad Euro 66.749 contro una perdita netta di Euro 9.446 registrata nel 2001.

Il patrimonio aziendale per l’anno 2002, compreso l’utile d’esercizio, i fondi rischi ed il trattamento di fine rapporto ammonta ad Euro 8.907.446. La struttura patrimoniale copre ampiamente la consistenza (Euro 3.464.329) degli attivi immobilizzati non fruttiferi (immobilizzazioni tecniche, partecipazioni, sofferenze), al netto delle relative quote di ammortamento annuale.

Il patrimonio di vigilanza ammonta ad Euro 8.426.533, con una crescita annuale di Euro 1.019.307, dovuta all’incremento della quota di utile destinata a riserva per l’anno 2002 (567.093 Euro) e all’andamento positivo della quotazione dei titoli immobilizzati.

Nel corso dello scorso esercizio è aumentata notevolmente la nostra compagine sociale. Vi è stato, infatti, un ingresso di 63 nuovi soci contro 3 uscite, per un totale di 603 soci in carica al 31/12/2002.

ASSETTO ECONOMICO

L’utile netto conseguito nell’anno 2002 risulta pari ad Euro 572.244, con un incremento di Euro 53.310 rispetto all’utile conseguito nel 2001, e perfettamente in linea per garantire una sana e prudente gestione della banca.

È da sottolineare il notevole incremento (+ Euro 541.990) del margine di interesse, pari ad Euro 3.188.971, conseguito grazie alla scelta di forme di investimento più remunerative.

Il margine di intermediazione ha raggiunto un valore di Euro 3.801.937, con una variazione di Euro 704.363, incremento dovuto sia alla crescita del margine di interesse, sia all’incremento delle commissioni sulle operazioni di raccolta ordini sui titoli, sia al sopra citato utile da operazioni finanziarie.

Le variazioni della struttura dei costi e delle rettifiche di valore nette si ricollegano, essenzialmente, all’aumento delle spese amministrative, all’adozione di criteri più prudenziali nella determinazione del valore di presumibile realizzo dei crediti e agli accantonamenti al fondo per rischi e oneri per un importo di Euro 109.985. A tutto questo deve aggiungersi l’aumento delle imposte dirette.

Per quanto concerne la crescita dei costi operativi, va, comunque, precisato che gli stessi si ragguagliano al 62% del margine di intermediazione, inferiore di ben otto punti rispetto al dato nazionale (69%) e più alto di un sol punto rispetto alla media europea. Gli stessi costi del personale assorbono il 26% del predetto margine mentre, come rilevato dall’ABI, la media nazionale, seppur migliorata rispetto al passato, resta al 38,8% e quella europea si attesta al 31%.

L’utile netto di esercizio (Euro 572.244) risponde agli obiettivi prefissati per l’anno 2002, tenendo conto che l’incremento del margine di intermediazione riesce a coprire sia l’aumento registrato nella struttura dei costi sia le rettifiche operate. Bisogna sottolineare che tale risultato è stato conseguito durante un esercizio in cui sono stati realizzati numerosi cambiamenti organizzativi e strutturali (come l’inaugurazione degli sportelli automatici e di tesoreria a Monte San Giacomo e Campora e della nuova sede della filiale di Sant’Arsenio), al fine di affrontare nel migliore dei modi la sfida competitiva con gli altri operatori del settore e soddisfare le mutevoli esigenze della clientela, e, contemporaneamente, facendo propri criteri più prudenziali nella quantificazione del rischio creditizio di competenza dell’esercizio in esame.

In definitiva, possiamo affermare che il livello di reddito generato nell’anno 2002 risponde a pieno ai criteri di sana e prudente gestione imposti dall’Organo di Vigilanza.

PROFILI ORGANIZZATIVI

Nell’esercizio 2002 è proseguita l’attività di riorganizzazione aziendale anche in considerazione della nuova struttura informatica e della crescita operativa. Il riassetto dei processi operativi è stato realizzato tenendo conto dei suggerimenti della società cui è stata affidata la funzione di Internal Audit.

Proseguendo sulla strada dell’adeguamento della struttura alle esigenze aziendali, all’inizio dell’anno in corso, l’organico si è arricchito della figura del Vice Direttore Generale, destinando a tale incarico il collega Amabile Guzzo, elemento di provata professionalità ed esperienza.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Gli interventi organizzativi, operativi e gestionali assunti nell’ambito dei programmi definiti, dovrebbero assicurare il mantenimento delle posizioni acquisite sul mercato di riferimento in termini di impieghi, raccolta e servizi e consentire di adeguare l’offerta degli stessi all’evoluzione del mercato e, quindi, di aumentare i livelli competitivi già espressi nel recente passato in termini di prezzi e condizioni.

Gli obiettivi relativi al prossimo esercizio sono, principalmente, volti al consolidamento dei risultati conseguiti.

La realizzazione di tali obiettivi dipende dalla capacità di contenere il ritorno dei crediti anomali per compensare la riduzione in atto del differenziale dei tassi. Gli stessi costi dovranno essere mantenuti sui livelli espressi per l’esercizio passato, nonostante i programmati investimenti in risorse e strutture da realizzare al fine di adeguare l’offerta dei servizi alle richieste del mercato ed, in particolare, alle esigenze espresse dai Soci e dai clienti della banca.

CRITERI SEGUITI NELLA GESTIONE PER IL CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI STATUTARI DELLA SOCIETÀ COOPERATIVA AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA LEGGE N. 59/92

Signori Soci,
Vi informiamo che, per il conseguimento degli scopi sociali, il Consiglio di Amministrazione, nel corso dell’anno passato, ha operato, proponendosi di proseguire su tale orientamento, per consolidare e rafforzare il carattere localistico della nostra Banca; in uno scenario in cui le banche tendono a perseguire sempre più grandi dimensioni, la nostra primaria missione è rappresentata dalla capacità di coniugare la ricerca di economie di scala con il rafforzamento del legame con la Comunità Locale.

A tal proposito comunichiamo che nel 2002, come preannunciato nel corso dell’ultima Assemblea dei soci, la nostra banca ha (tra l’altro):

  • affidato l’attività di revisione interna (Internal Audit) alla Soc. Meta s.r.l.;
  • installato n° 4 sportelli automatici Bancomat (ATM) nei Comuni di Monte San Giacomo, Campora, Piaggine e Polla;
  • trasferito, in data 20 ottobre 2002 gli uffici della filiale di Sant’Arsenio in locali più idonei e decisamente più accoglienti;
  • organizzato n° 2 viaggi d’istruzione per i soci e per i clienti della banca;
  • contribuito all’acquisto di attrezzature necessarie per le esercitazioni didattiche degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Sant’Arsenio; attrezzature consegnate nel corso di una importante manifestazione all’uopo organizzata;
  • stipulato una convenzione con l’ASCOM FIDI Salerno s.r.l. (Confidi) finalizzata alla concessione di finanziamenti agevolati a favore delle imprese iscritte alla C.C.I.A. di Salerno. I finanziamenti, sono garantiti al 50% dalla Confidi;
  • realizzato, insieme alla Diocesi di Teggiano-Policastro, un’importante iniziativa di solidarietà che ha visto la banca presente in un progetto per la realizzazione di un’opera d’arte ubicata a New York, in memoria dei quattro compaesani di Teggiano, Sacco e Padula caduti nel tragico attentato alle “torri gemelle”;
  • costituito un Comitato per l’elaborazione del “Progetto Crescita” che ha visto impegnati, in un processo di crescita professionale, oltre ai consulenti, il personale interno della banca;
  • costituito, insieme alle consorelle di Aquara, Laurino, la C.C.I.A.di Salerno ed altri partner, la Società Consortile “Cilento Sviluppo” con lo scopo primario di gestire i fondi stanziati dalla Regione Campana destinati, esclusivamente, al settore turistico del Cilento;
  • istituito la figura di “Socio Onorario” la cui qualifica viene riconosciuta, ogni anno, a quelle persone che con la loro opera hanno accresciuto l’immagine della banca;
  • partecipato, come partner commerciale, alla campagna associativa della Confcommercio di Salerno;
  • assunto i “servizi di cassa” della Direzione Didattica Statale di Teggiano e dell’Istituto di Istruzione Superiore “A.Sacco” di Sant’Arsenio;
  • assunto, in ATI con la consorella di Aquara e Laurino, il servizio di Tesoreria della Comunità Montana Calore Salernitano di Roccadaspide e rinnovato quello della Comunità Montana Alburni;
  • aderito a un progetto, patrocinato dalla Provincia di Salerno, per la creazione di un’agenzia per l’energia e l’Ambiente, denominata AGEAS, a compartecipazione europea;
  • organizzato un Tirocinio Formativo Aziendale per gli studenti dell’Istituto Magistrale Statale di Piaggine con attività formativa svoltasi presso i locali della banca;
  • partecipato, in ATI con le consorelle di Aquara e Vallo della Lucania, la Sinter & Net, la BancApulia ed altri partner, alla realizzazione di un progetto di formazione “PROMeSIS” per l’individuazione, caratterizzazione e valorizzazione dei settori strategici per lo sviluppo locale, attraverso la promozione di iniziative imprenditoriali nelle aree tipicamente marginali del Cilento e del Vallo di Diano;
  • stipulato una convenzione con la divisione del Monte dei Paschi di Siena Merchant al fine di canalizzare le operazioni finanziarie di notevole importo per le quali la nostra banca non è in condizione di istruire ed erogare i finanziamenti;
  • collaborato con l’“Associazione Culturale Luigi Pica”, per la realizzazione di importanti iniziative nel campo culturale e sociale;
  • organizzato importanti convegni tra cui si segnalano: “Novità sulla Finanziaria 2002”, “Credito d’imposta e Temonti bis”, “Temi di diritto fallimentare”, “le B.C.C.: motore dell’economia locale”, “La Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno: “L’uomo prima di tutto”; tutti con la presenza di autorevoli relatori che hanno dato lustro alle iniziative;
  • sponsorizzato e partecipato alle numerose iniziative culturali, sportive e sociali tenutesi nel territorio di competenza;
  • concesso importanti contributi di beneficenza a favore di persone bisognose nonché finanziato interventi di carattere etico e sociale;

Per l’anno in corso la banca ha intenzione, tra l’altro, di:

  • elaborare il “piano strategico aziendale” 2003-2006 definendo, come obiettivi strategici, la difesa delle quote di mercato acquisite, lo sviluppo delle stesse e l’ampliamento della rete periferica;
  • impegnarsi, insieme alla Diocesi di Teggiano-Policastro, alla Caritas ed alla Fondazione Nashak, in un progetto di “Finanza Etica” con il proposito di gestire parte delle risorse finanziarie di famiglie, donne, uomini, organizzazioni, società di ogni tipo ed Enti, orientando i loro risparmi verso le iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della natura; allo scopo, quindi, di svolgere una funzione educativa nei confronti del risparmiatore e del beneficiario del credito, responsabilizzando il primo a conoscere la destinazione e le modalità di impiego del suo denaro e stimolando il secondo a sviluppare, con responsabilità progettuale, la sua autonomia e capacità imprenditoriale. Questo aspetto “educativo e culturale” ha sempre avuto, e sempre avrà, una grossa rilevanza nella nostra azione di fare Banca.
  • creare sinergie con il sistema assicurativo attraverso l’elaborazione del progetto “Bancassasicurazione MPR”, in un’ottica di ampliamento dell’offerta di prodotti per la propria clientela, la cui propensione è richiedere un gestore unico e globale del proprio risparmio, sia per esigenze di investimento, sia per esigenze previdenziali;
  • installare uno sportello automatico Bancomat e Cassa Continua presso l’Ipermercato ELIM di Polla che potrà rappresentare la spia dell’effettiva valenza bancaria della zona, nonché il primo passo per la collocazione di una struttura bancaria più idonea alle esigenze della clientela e degli operatori locali;
  • partecipare, insieme all’Ordine dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri di Sala Consilina, ad un progetto di “Formazione Permanente” che vedrà coinvolte, in tematiche riguardanti aspetti specialistici delle professioni economiche, l’intero quadro delle categorie professionali giuridico economiche della Circoscrizione del Tribunale di Sala Consilina. Per tale attività è prevista la presenza di nostri funzionari per la docenza;
  • continuare la collaborazione con l’associazione culturale “Luigi Pica”, principalmente per la realizzazione della mostra “Grace” dello scultore italo-americano Pietro Costa, che si terrà, nella prossima estate, presso la Certosa San Lorenzo in Padula;
  • rivedere, nell’ambito della predisposizione del piano strategico 2003-2006, la struttura organizzativa di rete e di filiali, in conseguenza delle mutate esigenze di lavoro, di servizio alla clientela e di gestione della sicurezza e protezione della salute negli ambienti di lavoro. Il livello raggiunto dalla banca e la complessità nell’amministrazione del rischio e dei servizi resi, esigono un continuo affinamento e rafforzamento della struttura organizzativa.

Futuro

Cari Soci,
per il futuro, la nostra banca ha bisogno di aumentare la solidità patrimoniale, fattore cruciale di vitalità e stabilità, migliorando la redditività. Si impone uno sforzo rivolto ad una crescente diversificazione delle fonti di ricavo; soprattutto, alla riduzione dei costi operativi, conseguendo un maggior livello di produttività del personale e il contenimento delle spese amministrative.

Vanno rimosse alcune carenze che continuano a riscontrarsi a livello strategico, progettuale e organizzativo. Sono necessari investimenti per rendere più efficienti i sistemi di gestione e controllo rischi; per aggiornare e qualificare le conoscenze del personale dedicato alla valutazione del merito creditizio e al controllo degli affidamenti.

Bisogna tener conto che alcune BCC consorelle, negli ultimi anni, hanno sperimentato le conseguenze che possono scaturire dall’assunzione inconsapevole di rischi nell’area finanza e dalla carenza di controlli nell’attività di intermediazione in titoli per conto terzi; effetti analoghi possono derivare da una crescita poco prudente dell’attività creditizia.

Attenzione deve essere riservata all’insieme delle risorse umane impegnate nei diversi aspetti della gestione aziendale; arricchendo le professionalità negli organi amministrativi, nel collegio sindacale e nelle strutture manageriali; intensificando l’azione di sviluppo di sistemi di motivazione.

In imprese come le Banche di Credito Cooperativo, la cui essenza risiede nei valori mutualistici, vanno incentivati il senso di appartenenza, la cultura del controllo, la deontologia e il rigore, nella consapevolezza che carenze in queste aree sono spesso all’origine delle crisi aziendali che hanno coinvolto altre banche della categoria.

Nell’azione di riassetto produttivo e di adeguamento organizzativo è centrale il ruolo svolto dagli organismi di categoria.

L’ampliamento della gamma di prodotti e servizi, il conseguimento di maggiori livelli di efficienza, l’adeguamento del sistema dei controlli interni, la crescita delle professionalità presuppongono investimenti ed economie di scala raggiungibili con l’accentramento di talune di queste funzioni.

Da tempo le linee strategiche della nostra categoria hanno posto in primo piano l’esigenza di migliorare la capacità di offerta del Gruppo e razionalizzare i centri di produzione. Sono stati ottenuti, ad oggi, i primi risultati; occorre, però, avanzare in tale processo, senza ritardi e incertezze.

È all’interno della categoria che va trovata la forza di imprimere un’accelerazione al necessario processo di cambiamento.

Il funzionamento di un sistema complesso come quello della cooperazione di credito, fondato sulla pluralità di centri decisionali, dipende strettamente dall’efficacia dei meccanismi di coordinamento, dalla chiarezza dei ruoli e delle responsabilità.

Il sistema bancario italiano si trova oggi esposto alla concorrenza, interna e internazionale; deve affrontare i rischi derivanti da una crescita dell’economia molto contenuta e dalle turbolenze dei mercati finanziari. Dalla sua capacità di sostenere le imprese in una congiuntura difficile, dalla lungimiranza nelle scelte di affidamento, da una costante attenzione al profilo di efficienza operativa dipendono in modo cruciale le prospettive a breve termine.

In un’era di globalizzazione, in cui i progressi della tecnologia e delle comunicazioni tendono a ridurre le distanze informative tra gli operatori, il modello di banca locale deve evolvere cogliendo le sollecitazioni provenienti dal mutato contesto competitivo. Radicamento territoriale e conoscenza personale non costituiscono più una rendita di posizione; al vantaggio di prossimità, tradizionale ed irrinunciabile punto di forza della cooperazione di credito, deve accompagnarsi un rafforzamento dell’area di sostegno alla crescita delle economie del territorio, attraverso una potenziata capacità di analisi e di valutazione delle iniziative imprenditoriali, anche quelle di piccoli e medi imprenditori locali proiettati in una dimensione di più ampio respiro.

Su queste direttrici la banca di credito cooperativo potrà contribuire alla crescita sociale ed economica delle Comunità di riferimento, in un modo che integra sempre più mercati locali e mercato globale.

Signori soci,
il Bilancio di una Banca di Credito Cooperativo non è soltanto il risultato di semplice contrapposizione tra poste contabili che sintetizzano l’attività di un esercizio. È anche un bilancio sociale perché è il frutto dell’applicazione dei nostri principi che sono principi universali della convivenza umana: la solidarietà .

Perciò, come si evince da quanto sopra detto, la nostra banca può considerarsi, a pieno titolo, un’impresa a “responsabilità sociale”.

La responsabilità sociale della Banca di Credito Cooperativo non è soltanto un dettato statutario ma un impegno che scaturisce dal patrimonio genetico aziendale. Tale impegno è una connotazione che permea le strategie, lo stile di gestione, i comportamenti e la prassi operativa; si esplica secondo molteplici modalità, che si ispirano ad un principio strettamente connesso con la nostra natura di banca locale: le risorse raccolte dalla banca sul territorio rimangono a disposizione del territorio stesso.

Analogamente, la ricchezza che viene creata dalla Banca di Credito Cooperativo resta nel territorio non soltanto perché la quasi totalità degli investimenti per lo sviluppo dell’economia è rivolta alla comunità locale, ma anche perché il patrimonio dell’azienda “costituito dal capitale e dalle riserve indivisibili” è destinato a rimanere un bene di tutta la comunità.

I vantaggi derivanti dal radicamento nel territorio, la vicinanza al cliente, la conoscenza delle sue abitudini finanziarie e di consumo, rendono il Credito Cooperativo un importante canale di finanziamento delle famiglie e delle piccole imprese.

A queste ultime, inoltre, andrebbero offerte forme efficaci di consulenza volte a valutarne la posizione di mercato, esaminarne i problemi gestionali, individuare le soluzioni correttive più idonee per rafforzarne la situazione economica e finanziaria. Ne risulterebbe accresciuta la solidità delle economie locali.

Anche la Banca d’Italia, da sempre, pone attenzione al localismo e alle realtà economiche e sociali del territorio, di cui è diretta testimone tramite il tessuto di conoscenze e di rapporti intrattenuti dalle sue Filiali. La Banca d’Italia di Salerno, poi, sostiene ed incoraggia l’attività di adeguamento degli assetti interni della categoria, nella consapevolezza dell’importante ruolo che le B.C.C. rivestono per il sostegno delle economie locali e delle fasce di clientela minori.

Per la natura e le caratteristiche che la connotano, la nostra banca continua, altresì, ogni giorno, a contribuire all’opera di prevenzione dell’usura.

Perseguendo questa missione, abbiamo creato valore per le comunità locali, assecondando i bisogni delle famiglie e sostenendo lo sviluppo delle imprese. Nel nostro agire abbiamo cercato di collocare l’uomo sempre al centro di ogni iniziativa, interagendo con i diversi portatori di interesse della nostra banca. Questi portatori di interesse sono i soci, i clienti, il Gruppo del Credito Cooperativo, i collaboratori e la collettività.

I soci, ovviamente, sono i primi portatori di interesse in quanto allo stesso tempo proprietari, clienti e testimoni privilegiati dell’azienda.

Al 31dicembre 2002, la compagine sociale della nostra banca, come precedentemente segnalato, ha toccato la quota di 603 unità, con un incremento dell’11,05% sull’anno precedente. Per noi è motivo di soddisfazione poter estendere, sempre di più, il messaggio cooperativo, ampliando la base sociale e i benefici dello status di socio a sempre nuovi membri.

CONCLUSIONI

Signori soci,
l’anno 2003 è iniziato con importanti novità.

Il 10 gennaio, infatti, è stato approvato il decreto di riforma del nuovo diritto societario che per le cooperative introduce il principio della “mutualità prevalente” ma riconosce alle BCC, che operano nel rispetto dell’art. 35 del Testo Unico Bancario, la connotazione cooperativa e mutualistica.

Un ulteriore riconoscimento della peculiarità delle BCC veniva già affermato nella disciplina della “Vigilanza” sulle cooperative, introdotta con il Decreto Legislativo 220/02 e attribuita al Ministero delle Attività produttive, che demanda i controlli sulle cooperative di credito alle Associazioni Nazionali di Rappresentanza del Movimento e quindi Federazione Nazionale e alle Federazioni locali.

Tale nuovo contesto normativo non mancherà di produrre i suoi effetti sull’organizzazione e sull’operatività delle BCC chiamandoci, ancora una volta, a coniugare efficienza, competitività ed economicità della gestione con solidarietà sociale e scambio mutualistico.

Nell’anno 2002 la nostra banca ha proseguito, con rinnovato impegno, il suo percorso per modellare la struttura aziendale e i servizi a soci e clienti secondo le mutate esigenze dei nostri tempi.

Il Consiglio di Amministrazione, nell’apprezzare lo sforzo della struttura per l’intensa e continua azione di rinnovamento aziendale, ringrazia tutto il personale, in ogni ordine e grado, per la condivisione di un impegno attuato con spirito cooperativo e attaccamento all’azienda.

Il Consiglio, inoltre, desidera estendere la propria gratitudine al Direttore della Banca d’Italia di Salerno, dott. Santonocito, ed ai suoi collaboratori che seguono da vicino l’attività e i progetti della nostra banca.

Ultimo, ma non meno importante, ringraziamento del Consiglio è per la Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo, protesa a rilanciare la nostra struttura associativa territoriale nell’assolvimento dei compiti istituzionali. A tale proposito il Consiglio rivolge un augurio di buon lavoro al nuovo Direttore Generale Vildacci che, dall’inizio del 2002, guida, con capacità e professionalità, la nostra Federazione locale.

1° maggio 2003

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