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Il Punto di... Michele Albanese
16 Dicembre 2015

BASTA ALLARMISMI

Non facciamo di tutta l’erba un fascio

Il punto del Direttore Generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese sull’attuale momento che vive il mondo del credito in Italia.

BASTA ALLARMISMI

Ritengo che sia necessario ed ancorché indispensabile fare un po’ di chiarezza su quello che sta accadendo nel mondo bancario dopo gli ultimi accadimenti.

È inutile ricordare come il sostantivo Banca, oggi, sia una delle parole meno amate, viste anche le forti conseguenze e le polemiche causate dall’ultimo decreto “salvabanche”, messo in campo dal Governo Renzi.

È, altrettanto, palese evidenziare come facilmente si riesce a diffondere un certo allarmismo, che diventa immediatamente psicosi.

È, però, giusto mettere dei paletti fermi, trasmettere chiarezza sull’argomento, evitando di fare di tutta un’erba un fascio, confondendo le mele marce con quelle buone.

In primo luogo, è fondamentale circoscrivere quello che sta accadendo, altrimenti si rischia di creare tanta confusione.

Prima di fare questo, però, voglio esprimere vicinanza verso i risparmiatori che si trovano a vivere ed a subire una situazione molto difficile, dove i risparmi di una vita sono stati completamente azzerati senza che si avesse la minima consapevolezza di aver acquistato prodotti rischiosi.

Sembra di rivivere un momento molto simile a quello di qualche anno fa, con le Lehman Brothers.

Fu quella una fase molto delicata. La nostra Banca si fece carico, attraverso una grande azione di responsabilità, di rimborsare i sottoscrittori di quelle obbligazioni, perché i clienti si erano semplicemente fidati di noi.

Dopo quell’episodio non fu facile riacquistare la stessa fiducia, ma l’operazione di rimborso ci diede il giusto respiro per recuperare il terreno perso.

In questa circostanza abbiamo deciso, come Banca, di prendere le distanze da un certo tipo di operatività messa in campo da alcuni istituti bancari, mettendo in luce come la Banca Monte Pruno sia un’azienda di credito solida, con un patrimonio vivo, reale e consolidato, non avvezza a porre in essere particolari operazioni finanziarie.

La Banca Monte Pruno non ha mai immaginato di emettere e/o collocare obbligazioni subordinate tra la clientela.

Tutte le obbligazioni emesse dalla nostra Banca non sono artifici contabili per incrementare il capitale sociale, bensì titoli garantititi dal Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti per 103 mila euro, al quale va aggiunta la garanzia di 100 mila euro riconosciuta ai depositanti.

Non ci sono se, non ci sono ma!

Sono prodotti collocati tra la nostra clientela, da anni, con trasparenza e chiarezza.

E proseguiremo su questa strada per rafforzare la tutela dei risparmiatori, nell’ottica di quella reciproca fiducia che caratterizza il nostro rapporto con la clientela.

È fondamentale essere chiari con i propri clienti, avendo cura di non collocare strumenti finanziari più rischiosi presso clienti non in grado di comprenderne l’effettivo rischio.

Questa si chiama ETICA.

Il nostro è, infatti, un impegno etico a cui facciamo quotidianamente riferimento.

L’etica prevede regole non sempre scritte, ma che puntano ad incrementare quel rapporto di fiducia, indispensabile per il nostro lavoro.

La Banca Monte Pruno è un istituto solido, capace di creare reddito e valore con professionalità.

Si diventa una Banca solida non attraverso gli spot, ma attraverso i fatti, attraverso la creazione di valore.

Anche quest’anno, a conferma di ciò, abbiamo alimentato il nostro trend di crescita delle grandezze incrementando, ancora una volta, i depositi della clientela per più di 40 milioni di euro, superando la soglia dei 400 milioni di euro; abbiamo immesso nel circuito economico altri 25 milioni di euro di finanziamenti, arrivando alla soglia di 250 milioni di euro. Ci apprestiamo a registrare l’utile di esercizio più alto della nostra storia, pari ad un valore superiore ai 5 milioni di euro. Grazie a questo trend positivo, l’azienda fortifica la sua dotazione patrimoniale, portando il suo patrimonio aziendale a 40 milioni di euro.

Non abbiamo mai perso il rapporto con l’economia reale inseguendo logiche che non tengono conto delle specificità dei territori e delle necessità delle famiglie e delle aziende.

Nonostante qualche commento fuori luogo, la solidità del movimento del credito cooperativo, come ha giustamente dichiarato il Presidente di Federcasse Azzi, non va assolutamente contaminata.

Per di più, anche noi abbiamo compartecipato alle crisi delle ormai famose quattro banche italiane con fondi nostri.

Non siamo noi le banche ad aver creato problemi al sistema bancario italiano.

È fondamentale dirlo e sottolinearlo.

È un dato di fatto inconfutabile, che non può essere smentito.

Altra parentesi importante da aprire concerne la riforma del credito cooperativo, che non va, impropriamente, collegata all’ultimo decreto salvabanche.

La nostra riforma mira all’ottimizzazione delle risorse attraverso il corretto principio della maggiore autonomia nei confronti di quegli istituti di credito più virtuosi e solidi.

Quello che sta accadendo, in questi giorni, conferma la virtuosità del mondo delle BCC.

Nessun credito cooperativo è stato coinvolto nella vicenda.

È un assunto che sicuramente non risolve il problema, ma lo circoscrive, comunque, in maniera netta.

Riteniamo che sia corretto, pertanto, in questa particolare fase storica, parlare alla gente con un linguaggio semplice, senza artifici ed inglesismi.

Il collocamento di prestiti subordinati tra la clientela comune è sicuramente un comportamento spregiudicato, un’attività che ha, comunque, garantito lauti guadagni agli istituti di credito a danno degli ignari risparmiatori.

È giusto, pertanto, ribadire un messaggio di tranquillità verso la nostra clientela, facendo presente, ancora una volta, che prodotti della specie non vengono emessi dalla Banca Monte Pruno, che opera, e continuerà a farlo, con chiarezza ed eticità, due elementi che guideranno sempre l’azione e le strategie aziendali.

Non bisogna, e qui va lanciato un messaggio chiaro all’Europa ed al nostro Governo, lasciare i risparmiatori soli in balìa del mercato finanziario, perché è corretto non far gravare le truffe o gli incauti movimenti delle banche sulla collettività, attraverso l’utilizzo di aiuti di Stato capaci di alterare il corretto funzionamento del mercato, ma non è, altrettanto, giusto lasciare impuniti i responsabili delle crisi aziendali, che magari si troveranno nuovamente, tra pochi mesi, su poltrone di importanti istituti di credito come se nulla fosse accaduto.

Concludo ribadendo il messaggio iniziale verso la nostra clientela, la Banca Monte Pruno è una struttura solida e virtuosa di cui fidarsi.

Le nostre obbligazioni non sono prestiti subordinati, né bond particolari che mirano all’alimentazione del capitale sociale.

Questi concetti risulteranno ancora più importanti dall’inizio del 2016, quando con l’entrata in vigore del bail-in ci sarà un ulteriore stravolgimento delle regole e fidarsi della Banca giusta sarà ancora più importante.

La Banca Monte Pruno, nel 2016, proseguirà nel suo percorso di sviluppo, mantenendo fede ai valori che hanno caratterizzato l’azione sul territorio. Punteremo ancora sul rafforzamento della nostra solidità patrimoniale, sulla crescita della quota di mercato e delle grandezze di bilancio, saremo disponibili, come sempre, senza protagonismi, verso discorsi relativi ad operazioni di ampliamento dei confini territoriali, continueremo ad essere la Banca Amica all’insegna della disponibilità, dell’ascolto e della vicinanza.

Continuate a fidarVi di noi. Siamo la Monte Pruno.

Sant’Arsenio, 16 dicembre 2015 Il Direttore Generale

Michele Albanese

Scarica l’articolo completo, in formato PDF da questo indirizzo:
http://bit.ly/basta-allarmismi

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